Rivoluzione Facebook: la “piazza pubblica” diventerà un servizio privato e criptato Mark Zuckerberg ha annunciato la grande rivoluzione all’interno di un post pubblicato pochi giorni fa sul suo profilo personale, dove il fondatore e CEO ha spiegato quelli che saranno i fondamentali cambiamenti che caratterizzeranno il social nel corso dei prossimi mesi.

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Un grande cambiamento si profila per il più popolare dei social network: Facebook. L’annuncio è stato dato in data 6 marzo dal suo fondatore e CEO Mark Zuckerberg all’interno di un post pubblicato sul suo profilo personale. Questa rivoluzione porterà Facebook ad allontanarsi dai post pubblici in favore di comunicazioni provate e criptate collegate al suo terzetto di applicazioni di messaggistica: Messenger, WhatsApp e i Direct di Instagram. Zuckerberg ha spiegato che la comunicazione criptata rappresenterà una delle chiavi del futuro di Facebook e che l’azienda non opererà più nei paesi che si rifiuteranno di accettare queste condizioni. “Pensando al futuro di internet, credo che una piattaforma focalizzata sulle comunicazioni private diventerà sempre più importante rispetto alle attuali piattaforme aperte” ha scritto il CEO sul suo profilo. “Oggi vediamo già che la messaggistica privata, le storie effimere e i piccoli gruppi sono le aree che crescono di più nella comunicazione online”. Una presa di posizione importante, che se confermata porterà alla trasformazione della più grande piazza pubblica in un servizio fortemente focalizzato sulla privacy e sulle comunicazioni criptate. Un cambiamento incredibilmente importante ma fortemente spinto dagli scandali relativi alla privacy che negli ultimi due anni hanno colpito ripetutamente e con forza l’azienda di Zuckerberg. Ecco il messaggio del suo post:

“Credo che il futuro della comunicazione cambierà sempre più velocemente verso servizi criptati e privati dove le persone possono essere certe che quello che si dicono resterà privato e i loro contenuti non resteranno online per sempre” ha aggiunto Zuckerberg. “Questo è il futuro che spero aiuteremo a costruire”. Per rendere realtà questa rivoluzionaria trasformazione, il CEO ha annunciato che le app di messaggistica relative ai suoi due social network, Messenger e Direct, si trasformeranno sempre più in WhatsApp, focalizzandosi sul rendere la crittografia end-to-end uno standard su tutta la suite di applicazioni di Facebook come già svelato nel corso degli ultimi mesi con le indiscrezioni sull’unificazione delle infrastrutture che reggono le tre app. Ma anche che le app vireranno su messaggi che si cancelleranno automaticamente dopo un mese o un anno, se gli utenti lo vorranno. Questo significa che Facebook renderà le sue tre app di messaggistica strettamente legate tra loro e che quindi consentirà agli utenti di inviare messaggi da un servizio all’altro tra Messenger, WhatsApp e Direct. “La piattaforma diventerà un portale per molte tipologie di servizi privati” ha spiegato. “Non opereremo nelle nazioni che non collaboreranno”. Zuckerberg ha spiegato che Facebook “non immagazzinerà dati sensibili nei paesi che hanno problemi con i diritti umani e la libertà di espressione”. La svolta privata di Facebook renderebbe problematica l’operatività del colosso americano perché di fatto non consentirebbe alle autorità di controllare le comunicazioni che avvengono all’interno dei servizi di Facebook, elemento che Zuckerberg vuole chiaramente evitare con una mossa drastica: chiudere in queste nazioni. “Questi nuovi principi potrebbero portare a blocchi del servizio in alcuni paesi e all’impossibilità di entrare in alcune nazioni per diversi anni” ha continuato, facendo riferimento alla Cina dove, a questo punto, l’eventuale ingresso di Facebook diventa sempre più complesso. “È un compromesso che siamo disposti ad accettare. Non crediamo che immagazzinare i dati delle persone in alcuni paesi sia abbastanza sicuro, non per la nostra infrastruttura sicura”. All’interno del suo lungo post il fondatore e CEO ha spiegato che per raggiungere questa visione saranno necessari diversi anni. “Abbiamo la responsabilità di lavorare con le autorità” ha continuato Zuckerberg. “Stiamo lavorando per migliorare la nostra abilità nell’identificare e fermare i comportamenti malevoli all’interno delle nostre applicazioni individuando pattern di attività o attraverso altri mezzi, anche quando non possiamo visualizzare il contenuto del messaggio, e continueremo ad investire in questo lavoro. Ma in futuro non potremo mai trovare tutte le potenziali minacce come oggi, quando i nostri sistemi di sicurezza possono leggere i messaggi inviati”. Certo, ora bisognerà vedere come si concretizzerà questa promessa nel corso dei prossimi anni. Soprattutto visto che Facebook ha alle spalle una storia di annunci relativi alla privacy mai rilasciati o cancellati in corsa. Facebook deve sicuramente impegnarsi molto per recuperare la sua immagine rovinata dagli scandali degli ultimi due anni e se da un lato una missiva di 3.200 parole rappresenta di certo un’ode alla buone intenzioni, Zuckerberg deve fare molto di più per recuperare le fiducia degli utenti.

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