Perché si festeggia la Pasqua? Come viene scelto il giorno? Scopriamo insieme significato tradizioni e curiosità, della più importante delle feste cristiane.

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La Pasqua è la più importante delle feste cristiane, dal momento che celebra la Resurrezione di Gesù, evento centrale della narrazione dei Vangeli testimoniando come Gesù abbia sia natura umana, morendo come muoiono tutti gli uomini, e sia natura divina, risorgendo dopo aver sacrificato la sua vita terrena attraverso la crocifissione. Per i cristiani la resurrezione di Gesù rappresenta un episodio più importante anche della sua nascita, celebrata nel Natale (25 dicembre), ed è per questo che la Pasqua viene ritenuta la festività cristiana più importante. Secondo i Vangeli, Gesù venne crocifisso di venerdì, in quello che oggi viene celebrato come Venerdì Santo e in cui viene commemorata la Via Crucis, ovvero la strada percorsa da Gesù portando la croce fino al Monte Calvario, luogo della crocifissione. La domenica successiva, Gesù risorse dal suo sepolcro.
Perché si chiama Pasqua
La parola Pasqua deriva dall’aramaico pasah, che significa “passare oltre”, è il passaggio dalla morte alla vita di Gesù. La Pasqua cristiana è anche detta Pasqua di Resurrezione differenziandosi così dalla Pasqua ebraica chiamata Pasqua di Liberazione. Per gli ebrei, infatti, la Pasqua simboleggia la liberazione dall’Egitto nonché il passaggio dalla schiavitù alla libertà che avvenne per opera di Mosè. Come è scritto nella Bibbia, il popolo di Israele era stato deportato in Egitto e ridotto in schiavitù, e sotto la guida di Mosè, mandato loro da Dio, ha potuto raggiungere la Terra promessa. La Bibbia racconta come questo ritorno, noto come Esodo, sia avvenuto tra varie difficoltà dovute all’ostinazione degli egiziani che non volevano far partire gli ebrei. Per questo Dio punì il faraone e il popolo dell’Egitto mandando le dieci piaghe, una serie di calamità culminate con la morte dei primogeniti degli egiziani, episodio dopo il quale gli ebrei vengono lasciati andare ma, successivamente, sono nuovamente inseguiti dagli egiziani. In tale occasione Dio disse a Mosè, arrivato di fronte al Mar Rosso, di alzare il suo bastone verso il mare: un forte vento divise dunque le acque, permettendo agli ebrei di passare e chiudendosi successivamente al passaggio degli egiziani. I cristiani hanno mutuato il concetto di liberazione adattandolo alla storia di Cristo, morto per liberarci dal peccato originale. Non solo liberazione ma anche passaggio da morte a vita e dunque anche a una nuova vita per tutti i cristiani che, con la resurrezione di Cristo, si preparano alla resurrezione nel Giorno del Giudizio Finale.
Perché quest’anno si festeggia il 21 aprile e non il 24 marzo?
Il calcolo della Pasqua cristiana segue più o meno quello della Pasqua Ebraica con due fondamentali differenze: quella cristiana è sempre di domenica, giorno però proibito per la Pasqua ebraica; La regola che fissa la data in cui si festeggia la resurrezione di Gesù, fu decretata dopo il Concilio di Nicea del 325. Il principio afferma che la Pasqua cade la prima domenica dopo la prima Luna piena di primavera. La festività cade dunque per forza di cose tra il 22 marzo e il 25 aprile. Quest’anno l’Equinozio di Primavera si è verificato il 20 Marzo e la stessa notte, ovvero alle 2:43 del 21 Marzo c’è stato anche il plenilunio. Ma allora perché la Pasqua non è stata il 24 Marzo, ovvero la prima domenica dopo l’Equinozio? La spiegazione è molto semplice, poiché all’epoca del Concilio di Nicea, l’Equinozio cadeva il 21 Marzo e questa fu scelta come data di riferimento dalla Chiesa Cattolica, che ha continuato a considerarlo convenzionalmente come la data dell’Equinozio. Quindi il plenilunio del 21 non era da considerarsi, secondo questa convenzione, il primo plenilunio della Primavera e si è dovuto attendere quello successivo, che si è verificato Venerdì 19 Aprile. Per questo la data in cui festeggeremo la Pasqua è domenica 21 Aprile.
Perché si regalano le uova?
Le uova, sia vere che di cioccolata, sono uno dei simboli della festa pasquale. Esse rappresentano la rinascita, la vita che ricomincia, simboleggiando quindi la resurrezione di Gesù. Inoltre, nel periodo precedente alla Pasqua, la Quaresima, periodo di penitenza, era proibito consumare uova: tuttavia, le galline continuavano a depositarne, e per questo si arrivava alla festività con un numero molto alto di uova, che talvolta venivano colorate, decorate con disegni e frasi augurali e scambiate come dono. Con il passare del tempo, si è aggiunta la tradizione delle uova di cioccolato, diventata popolare su larga misura nel Novecento. Nelle chiese ortodosse si continua a preferire le uova vere, mentre quelle di cioccolato sono considerate frutto di una commercializzazione della festività.
La redazione di ItalianMadHouse augura a tutti voi una serena Pasqua, e se vi è piaciuto l’articolo, lasciate un commento e condividetelo.

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