Sanremo 2020: da Achille Lauro a Bugo e Morgan, ecco i momenti da ricordare Questa 70.esima edizione del Festival di Sanremo è giunta al termine mietendo consensi da più parti e record di ascolti. Ma quali sono stati i momenti da ricordare? Sicuramente la clamorosa lite tra Bugo e Morgan con la conseguente squalifica, gli estrosi travestimenti di Achile Lauro ma anche momenti commoventi. Ripercorriamoli insieme.

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I TRAVESTIMENTI DI ACHILLE LAURO


La canzone non era sicuramente tra le migliori in gara ma non c’è dubbio che Achille Lauro abbia interpretato la sua partecipazione al Festival in una chiave più ampia, in cui il brano era solo una parte. E così con i suoi travestimenti ha monopolizzato l’attenzione del pubblico.
LA LITE TRA MORGAN E BUGO
Alla fine è stato il caso più clamoroso del Festival. Erano in molti ad avere dei dubbi sulla loro presenza, per via delle bizze del passato dei due protagonisti. Ma tutti avrebbero invece messo la mano sul fuoco sulla solidità della loro amicizia. E invece…
IL BACIO TRA FIORELLO E TIZIANO FERRO


La polemica che li ha visti coinvolti è stata in realtà una delle cose meno edificanti di questo Sanremo. Una tempesta in un bicchier d’acqua che si poteva tranquillamente evitare. Però il modo in cui ne sono usciti è stato il migliore possibile.
IL MONOLOGO DI RULA JEBREAL
La sua presenza era stata preceduta da polemiche fortissime per il suo essere “donna di parte”. Poi una volta sul palco ha zittito tutti con un monologo sulla violenza sulle donne che era un pugno nello stomaco.
FIORELLO IN VERSIONE MARIA DE FILIPPI
Mattatore per quasi tutte le serate (giovedì si è preso un giorno di riposo), Fiorello ha alternato momenti strepitosi ad altri meno riusciti. Tra le cose migliori il suo travestimento da Maria De Filippi per pagare una scommessa persa sugli ascolti, completato dalla chiamata della vera De Filippi.
IL RAPPER COLPITO DALLA SLA
Qualcuno ha criticato parlando di sfruttamento del dolore a fini spettacolari, ma la presenza di Paolo Palumbo sul palco dell’Ariston è stato un momento di reale commozione. E il suo volersi presentare non come un ragazzo sfortunato ma come uno che non si è arreso è un messaggio importante.
LA REUNION DEI RICCHI E POVERI


Il migliore dei momenti di italica nostalgia. La dice lunga sul nostro Paese, e intendiamo davvero in senso buono. Uscire dal cuore degli italiani è difficile almeno quanto entrarci.
IL “CANTICO” DI BENIGNI
Una volta era considerato un monumento nazionale, oggi invece è spesso oggetto di attacchi persino sopra le righe. Il monologo sul “Cantico dei cantici” non era inedito, ma resta comunque un momento alto da ricordare nella storia della televisione.
IL SALUTO A VINCENZO MOLLICA
Vera istituzione del giornalismo musicale, minato dai problemi di salute ha vissuto l’ultimo Sanremo prima della pensione. Commovente l’omaggio che gli è stato tributato all’Ariston.
LO SCIPPO DI PIERO PELU’
Anche se alla fine è rimasto fuori dal podio, per Piero Pelù questo Sanremo è stato trionfale. Una serie di esibizioni in crescendo, dove ha messo in campo tutta la sua esperienza e il suo carisma. Fino all’apice della finale, quando sceso in platea ha “scippato” la borsa di gran lusso a una delle spettatrici in sala.
LA MARATONA SANREMO
Un Sanremo eterno. Senza fine. Sul tema, le battute di Fiore, Clerici e chiunque altro, si sprecano. Certe sera a mezzanotte ancora la metà degli artisti in scaletta doveva esibirsi. Un vero incubo. Amadeus, nella messa cantata quotidiana in sala stampa, fa sempre promesse che non mantiene: «Taglierò, stringerò». Ma nulla, una sera dopo l’altra la fine si sposta un po’ più in là. Inutili gli appelli social e non. I tempi biblici sono l’unica vera pecca di questo Festival.

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