Coronavirus arriva in Italia: “32 sotto osservazione, 2 contagi accertati, 3 sospetti” Sono 32 le persone ricoverate attualmente all’Istituto malattie infettive Spallanzani di Roma. Il virus ha contagiato oltre 10.000 persone uccidendone 213. Scopriamo insieme sintomi, precauzioni da adottare e cosa fare in caso di malessere.

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Roma – Si è tenuta oggi alle 14 la conferenza stampa dell’Istituto nazionale malattie infettive Lazzaro Spallanzani a Roma. I medici dell’ospedale hanno fornito gli ultimi aggiornamenti riguardo i primi due casi di coronavirus registrati in Italia, due turisti di nazionalità cinese che si sono sentiti male il pomeriggio del 29 gennaio al Grand Hotel Palatino di via Cavour. Oltre a loro, sono stati messi in quarantena anche una ventina di turisti che facevano parte della stessa comitiva arrivata da Wuhan e atterrata all’aeroporto di Malpensa. “La coppia affetta da coronavirus ha limitato gli spostamenti nelle zone adiacenti all’albergo, e nel tragitto ha sempre indossato le mascherine”, ha dichiarato Alessio D’Amato, assessore alla Sanità della Regione Lazio. Attualmente sono 32 le persone sotto osservazione allo Spallanzani: 20 si trovavano sull’autobus fermato a Cassino, 12 si sono presentate spontaneamente al nosocomio o trasferite dal 118. Tra loro c’è un operaio del Grand Hotel Palatino, che però non sarebbe entrato in contatto con la coppia affetta da coronavirus, e una ragazza asiatica residente a Frosinone. Attualmente sono in corso i test, i risultati dovrebbero arrivare a breve.

I sintomi del coronavirus e chi colpisce di più

La rivista scientifica The Lancet fa maggiore chiarezza sui sintomi e sulle complicazioni causati dal nuovo coronavirus emerso in Cina (2019-nCoV). Oltre a febbre, tosse, mal di testa e problemi respiratori, in alcuni pazienti gli scienziati cinesi hanno rilevato anche confusione, tosse con sangue e diarrea. Nel momento in cui vi sto scrivendo il virus ha contagiato oltre 10.000 persone uccidendone 213. Dai dati ottenuti i ricercatori hanno evidenziato che l’infezione di 2019-nCoV tenda a colpire principalmente maschi anziani con comorbilità (più malattie), e che può provocare patologie respiratorie gravi e potenzialmente fatali come la sindrome da distress respiratorio acuto. Tra i sintomi riscontrati, un dato molto importante che emerge è che “soltanto” l’83 percento dei pazienti aveva febbre; ciò significa che l’infezione da coronavirus 2019-nCoV può manifestarsi anche in assenza di essa. L’82 percento aveva tosse; il 31 percento respiro corto; l’11 percento dolori muscolari; il 9 percento confusione; l’8 percento mal di testa; il 5 percento mal di gola; il 4 percento rinorrea (il “naso che cola”); il 2 percento dolore toracico e diarrea; l’1 percento nausea e vomito.

Che precauzioni adottare

“La dimensione dell’epidemia non è valutata su scala nazionale – hanno dichiarato i medici dell’Istituto Spallanzani – Il rischio va da basso a molto basso”. A chi chiede quali siano le precauzioni da prendere al fine di evitare un contagio da coronavirus, rispondono: “Le stesse dell’influenza. La prima regola, è lavare le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi; se questo non è possibile un’alternativa è un disinfettante che contenga almeno il 60% di alcol. È importante evitare di toccare occhi, naso e bocca con le mani sporche, così come vanno evitati contatti con persone che hanno l’infezione o, se non si possono evitare, mantenere la distanza di circa due metri.

Cosa fare in caso di sintomi

Nel caso in cui si dovessero accusare i sintomi bisogna rivolgersi al medico o chiamare il numero verde 1500 recentemente potenziato dal ministero della Salute, e seguire le indicazioni. Nel frattempo è bene stare a casa, evitando contatti con i familiari. Quando si starnutisce usare sempre un fazzoletto e gettarlo via, o in alternativa l’incavo della manica piegando il braccio all’altezza del gomito; è anche opportuno pulire e disinfettare gli oggetti che si toccano più frequentemente. In ogni caso le misure di prevenzione vanno messe in pratica e sono la prima difesa, considerando che attualmente non esistono farmaci antivirali specifici per combattere il coronavirus 2019-nCoV e ovunque gli esperti di malattie infettive raccomandano di rivolgersi al medico al primo sospetto di essere stato a contatto con una persona con l’infezione. Non esiste attualmente nemmeno un vaccino, anche se diverse aziende e centri di ricerca nel mondo hanno cominciato a lavorare in questa direzione.

Seguiranno aggiornamenti in tempo reale.

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