Chi è Joker? “Per interpretarlo ho rischiato di impazzire” Scopriamo insieme Joaquin Phoenix, l’attore che interpreta l’antagonista di Batman, quanto ha guadagnato, i kg persi e la sua vita degna di un romanzo.

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E’ il film del momento. Tutti ne parlano e la maggior parte di voi sicuramente lo avrà visto. Stiamo parlando di Joker, diretto da Todd Phillips, che ha superato il miliardo di incassi. Il film che vede Joaquin Phoenix nei panni del protagonista è costato circa 62 milioni di dollari, e con il suo incasso ha superato di 17 volte il suo budget di produzione. Il film Leone d’Oro alla 76 edizione del Festival del Cinema di Venezia si è rivelato per la Warner Bros uno dei suoi più grandi successi nonostante abbia dovuto dividere i profitti con i cofinanziatori Bron Creative e Village Roadshow. Inoltre Joker è anche il film R-rated che ha incassato di più nella storia de cinema. Tante sono le curiosità attorno questo film che ormai è diventato un vero e proprio cult. Mettetevi comodi e scopriamo il perché.
Non tutti si ricorderanno che…
Quasi venti anni fa c’era un personaggio che contrastava l’immenso Gladiatore Russell Crowe: Commodo, imperatore di Roma assassino del suo stesso padre, Marco Aurelio, nonché persecutore di Massimo Decimo Meridio e chi lo interpretava era proprio lui, il nostro Joaquin Phoenix. La vita di Phoenix è così tanto assurda da sembrare essa stessa materiale per una sceneggiatura. Terzo di cinque figli, nati in una famiglia che ha cambiato il cognome da Bottom a Phoenix per indicare un momento di rinascita tanto forte da necessitare un taglio col passato, ha genitori che sono due hippie e che dalla fine degli anni Sessanta in poi hanno deciso di dedicare la loro esistenza alla nota setta californiana dei Bambini di Dio – Children of God, abbreviato anche come CoD – in cui il messaggio di risveglio cristiano viene veicolato anche attraverso la libertà sessuale, pratica che negli anni è costata diverse accuse di pedofilia all’organizzazione, dato che include anche la partecipazione di minori. La famiglia Bottom ha trascorso così diversi anni viaggiando per il Sudamerica e portando avanti questa opera di evangelizzazione, fino a distaccarsi dall’ambiente della setta in modo definitivo e fare ritorno negli Stati Uniti, adottando il nuovo cognome e cominciando una vita piuttosto sregolata fatta di stenti e sopravvivenza di espedienti. Joaquin e suo fratello maggiore River, si ritrovano così a fare gli artisti di strada per le vie di Los Angeles, un modo per aiutare la famiglia ad andare avanti fino a quando la madre non comincia a lavorare come segretaria per la NBC. Grazie a questo lavoro, i contatti con il mondo dello spettacolo diventano più concreti e i due fratelli vengono notati da un agente che li introduce all’ambiente con piccoli ruoli nella televisione e nel cinema.
Un tragico evento segna in modo indelebile la sua vita
1993, muore per overdose, in un famoso locale che all’epoca apparteneva a Johnny Depp, suo fratello River. Phoenix che all’epoca ha solo diciannove anni, chiama i soccorsi per salvarlo, ma i tentativi sono inutili e muore tra le sue braccia. La telefonata al 911 viene poi trasmessa da radio e telegiornali, scatenando un ciclone sulla sua famiglia e su Joaquin in particolare, il quale decide di prendere una pausa dal mondo dello spettacolo. La morte del fratello lo porta ad una perenne dicotomia che si concretizza nell’alcolismo e nella riabilitazione. L’effetto di questo squilibrio però sembra generare anche una capacità di dare vita a personaggi che trasudano tutta l’intensità di una sofferenza e di un vissuto personale tanto che, ad esempio, dopo aver girato uno dei film migliori della sua carriera, Walk the line, entra in modo così viscerale nella parte di Johnny Cash da dover poi farsi curare per tornare a uno stato normale di salute sia mentale che fisica.
“Perdeva spesso il controllo, andava in crisi e abbandonava il set”
Il regista Todd Phillips, in un’intervista al New York Time, ha dichiarato: “Nel mezzo della scena se ne andava e usciva. E i poveri attori al suo fianco pensavano che era colpa loro. Ma non era così, è sempre stato lui, semplicemente non sentiva il personaggio”. Si faceva una passeggiata e poi tornava, pronto a ripetere quella scena. Phillips ha sempre detto che il ruolo di Arthur Fleck poteva essere solo dell’attore di “The Master” e che non ha mai immaginato che potesse farlo qualcun altro. Ci sono stati momenti di tensione e anche di disaccordo. Come ad esempio quando Todd voleva che Joaquin dimagrisse per la parte, ma l’attore non era assolutamente d’accordo. Alla fine Phoenix perse 23 kg e ci spiega in che maniera ha vissuto questa metamorfosi: “Inizi davvero a impazzire quando perdi quella quantità di peso in così poco tempo. Mi nutrivo con una mela al giorno insieme ad altre verdure come lattuga e fagiolini al vapore. Certo, è molto difficile perdere peso, ma fai quello che è necessario per interpretare il personaggio. Con un così repentino cambiamento alimentare ho notato conseguenze anche nella mia psiche”.
“Per interpretarlo ho rischiato di impazzire”
Lavorare a questo film non è stato un compito facile per Joaquin Phoenix perché, in un certo senso, ha rischiato di rimanere intrappolato nel suo personaggio, per il quale si è impegnato letteralmente con corpo e anima: per calarsi a pieno nei suoi panni, infatti, ha dovuto perdere molti chili, circa 23, in un periodo di tempo molto breve. Ma forse la cosa più difficile da realizzare è stata la celebre malefica risata di Joker. Per riuscire a interpretarla al meglio ha utilizzato tre diverse modulazioni: la “risata della disperazione”, la “la risata di uno dei tanti” e la “risata di autentica gioia”. L’attore ha studiato e provato questi tre diversi tipi di risata per mesi prima di provarla ufficialmente insieme a Phillips. “Lui voleva che la mia risata fosse quasi qualcosa di doloroso – ha spiegato Phoenix – personalmente penso che la risata di Joker rappresenti una parte di lui che vuole emergere. Credo che noi tutti riusciamo a comprendere cosa significhi questa risata per Joker e questo è un nuovo e originale modo di considerarla. È stato davvero difficile per me. Mi ci è voluto davvero tanto tempo per riuscirci”. Nella sceneggiatura di Phillips e del co-autore Scott Silver, in realtà, l’ambigua risata di Joker è un chiaro sintomo di un disturbo psichiatrico. Tuttavia, Phoenix ha spiegato che gli autori hanno deciso di evitare di dichiarare quale fosse esattamente questo disturbo: “A volte ho scoperto che avrei potuto identificarmi in alcune parti della sua personalità o delle sue motivazioni per poi allontanarmi subito dopo da questa idea – ha spiegato l’attore – l’intento è quello di creare una sorta di mistero intorno al personaggio. Durante le riprese ci sembrava di scoprire nuove sfaccettature della sua personalità ogni giorno, fino all’ultimo giorno di lavoro”. Per dare vita a un personaggio così complesso, Joaquin Phoenix ha dunque dovuto fare un lavoro incredibile che dimostra il suo grande talento. Interpretare questo ruolo per lui ha rappresentato un’ulteriore esperienza di crescita a livello professionale: “La sua lotta per trovare la felicità, per non sentirsi escluso, per provare amore, è questa la parte di questo personaggio che mi interessava – ha spiegato l’attore – ha rappresentato così tante cose diverse per me. Il personaggio delle prime settimane di riprese era completamente diverso da quello della fine del lavoro. È un personaggio in continua evoluzione. Non ho mai vissuto un’esperienza come questa. Più abbiamo lasciato che tutto fosse spontaneo e imprevedibile e più è diventato entusiasmante”.
Quanto ha guadagnato?
La cifra che Phoenix ha guadagnato per vestire i panni di Arthur Fleck, pur essendo ovviamente di tutto rispetto, è inferiore a quanto si potrebbe immaginare per un film “miliardario”. Si parla infatti di 4,5 milioni di dollari. Per fare un raffronto, si stima che Margot Robbie abbia guadagnato tra i 9 e i 10 milioni di dollari per Birds of Prey, mentre il cachet di Gal Gadot per Wonder Woman 1984 è di dieci milioni. Il film di Todd Phillips, invece, era considerato quasi una scommessa dalla Warner Bros, prima che il suo travolgente successo lo trasformasse in un vero e proprio evento culturale. Per il suo ruolo in Joker Joaquin Phoenix sarà premiato a Palm Springs in occasione dell’International Film Festival, in programma all’inizio di gennaio.
E voi miei cari lettori siete andati a vedere questo film? Cosa ne pensate? Come sempre fatecelo sapere lasciando un commento.

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