‘A che servono questi quattrini’ in scena a Roma Al teatro Ghione la commedia per la regia di Giuseppe Miale di Mauro

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Roma- Domenica 13 gennaio 2019 alle ore 21.00 al teatro Ghione di Roma, ho avuto il piacere di assistere alla commedia “A che servono questi quattrini” scritta da Armando Curcio e interpretata da Pietro de Silva e Francesco Procopio con la regia di Giuseppe Miale di Mauro. Armando Curcio ha scritto questa commedia nel 1940 in pieno periodo di crisi economica dovuta dall’inizio della seconda guerra mondiale, e ancora oggi dopo circa 78 anni, anche se di guerre che ci riguardano per fortuna non ce ne sono più, il paese vive ugualmente anni di grande crisi economica, culturale e sociale. Forse è proprio per questo che le parole di Curcio ci appaiono incredibilmente attuali.
Trama
Eduardo Parascandolo (Pietro De Silva), dopo aver dilapidato tutti i suoi averi per non essersi interessato delle proprie finanze, trascorre il tempo professando la sua filosofia di vita (cita a modo suo Socrate, Platone e Diogene) in cui il denaro è inutile ed è una sorta di malattia che affligge l’umanità; inoltre gli uomini non dovrebbero lavorare ma dedicarsi alla contemplazione e al riposo. Sembrano le parole di un nuovo guru del web, o quelle di un politico improvvisato cui siamo ormai abituati e che forse abbiamo cominciato pure a votare. Il suo slogan è: Noi siamo tutti. Uno dei discepoli più affezionati del professor Parascandolo è Vincenzino Esposito (Francesco Procopio), un povero operaio che si licenzia per seguire la nuova filosofia di vita contro il parere della sorella Carmela (Luana Pantaleo) con cui convive. Vincenzino è innamorato di Rachelina (Felicia Del Prete), ma il fratello Ferdinando (Antonio Friello) benestante e proprietario di un famoso pastificio, è contrario al fidanzamento tra i due. Il Professore è sicuro di conoscere il segreto per convincere la facoltosa famiglia di Rachelina e organizza una messinscena grazie alla quale fa credere a tutti che Vincenzino abbia ereditato una cospicua somma di denaro; tutto ciò servirà non solo per ufficializzare il fidanzamento con Rachelina e cancellare i debiti con lo strozzino De Simone (Andrea Vellotti), ma per ribadire il concetto che non è fondamentale possedere grandi ricchezze per poter vivere. Il Professore con il suo stratagemma ci dimostrerà che basta far credere a tutti di essere ricchi per diventare degni di credito illimitato e cancellare addirittura debiti contratti.
Opinione
“Il Denaro è un trucco, serve solo ad apparire ciò che non si è!”
Trasportata ai giorni nostri diventa un’indagine sul rapporto delle persone con i beni materiali, con l’apparire in una società malata che ha travisato i valori e il rapporto con il denaro. In un momento storico in cui i soprusi passati e l’assenza totale di punti di riferimento ci fanno cedere ai comici che diventano politici e ai politici che diventano troppo comici per essere credibili. Il testo di Curcio è anche uno sprone a considerare le disgrazie come opportunità per convincersi che tutto è meno peggio di quel che sembra, basta solo forza di volontà e attivare il cervello. Trama scorrevole e Cast ben assortito dove ogni attore veste alla perfezione il personaggio su cui è costruito. Da segnalare oltre la bravura ed il talento dei due attori protagonisti Pietro De Silva e Francesco Procopio, il personaggio dell’usuraio De Simone (copia ben fedele di Salvatore Conte di Gomorra) con indosso dei tacchi a spillo.

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