Perché l’8 marzo si celebra la Festa della Donna? Scopriamo insieme il significato e le tradizioni di questa ricorrenza.

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Da oltre cento anni, in Italia durante la giornata dell’8 marzo si celebra la Giornata internazionale delle donne, meglio conosciuta come Festa della donna.
Ma perché si festeggia l’8 marzo?
La prima celebrazione di questa ricorrenza risale al 28 febbraio 1909 negli Stati Uniti grazie ai movimenti femministi che rivendicavano i diritti delle donne ed in particolare il diritto al voto e alla parità dei sessi. L’anno successivo, in occasione del Congresso socialista di Copenhagen, si decise di istituire la Giornata internazionale delle donne per promuovere i diritti delle donne e contribuire alla campagna in favore del suffragio universale. Per alcuni anni la giornata delle donne è stata celebrata in giorni diversi nei vari Paesi del mondo, mentre l’8 marzo divenne la data più diffusa in seguito alla Seconda conferenza internazionale delle donne comuniste del 1921 e alla decisione, presa in quella sede, di istituire la Giornata internazionale dell’operaia. In Italia la prima Festa della Donna venne celebrata nel 1922. Alcune tradizioni fanno anche riferimento a un episodio drammatico accaduto negli Stati Uniti, nel 1857, quando alcune operaie chiuse in fabbrica dal padrone perché non partecipassero a uno sciopero, persero la vita a causa di un incendio. In Italia e altri Paesi si è fatto spesso riferimento a un presunto episodio analogo avvenuto a New York l’8 marzo del 1911, quando nel rogo di una fabbrica di camicie persero la vita 134 donne. Si tratterebbe però di un falso storico in quanto sembrerebbe che la fabbrica fosse inesistente e che un drammatico rogo avvenne effettivamente, ma in febbraio. In realtà, a seconda dei Paesi dove si è affermata questa tradizione cambiano le date, il luogo e il numero delle vittime.
Come mai il simbolo di questa ricorrenza è la mimosa?
I motivi di questa scelta sono molteplici. In Italia questo simbolo appare per la prima volta nel 1946, quando l’U.D.I. (Unione Donne Italiane) cercava un fiore che potesse celebrare la prima Festa della donna del dopoguerra. Le organizzatrici delle celebrazioni a Roma cercavano un fiore che fosse di stagione e costasse poco: la mimosa, appunto. Un altro motivo è che questo fiore che sboccia nei primi giorni di marzo, era il simbolo perfetto sia per il periodo che per il colore, appunto, giallo. Il colore giallo, infatti, oltre ad esprimere vitalità, forza e gioia, è anche il colore che rappresenta il passaggio dalla morte alla vita. Diventa così una metafora per ricordare le donne che si sono battute, e si battono ancora, per l’uguaglianza tra i sessi. E poi c’è la tradizione, dove secondo alcuni, nei pressi della fabbrica bruciata nel 1908 cresceva proprio un albero di mimosa.

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