Finalmente è legge: Passa la riforma del taglio dei parlamentari Con 553 voti a favore è stata approvata la legge "taglia parlamentari" che ora diventano 600.

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Il taglio delle poltrone c’è stato. Con 553 voti a favore, 14 contrari e 2 astenuti, è passata la legge “taglia parlamentari”. Il risultato è giunto alla fine di una giornata intensa di lavoro nel corso della quale le varie parti politiche hanno puntato a spiegare il perché del proprio voto su un provvedimento partito con maggioranza e opposizioni diverse. Nello specifico la riforma prevede la modifica degli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione e fissa il numero totale dei parlamentari a 600, con 400 deputati e 200 senatori (al momento sono 630 e 315). Previsto anche un taglio dei senatori eletti all’estero, non più 6, ma 4 e di quelli a vita, nominati dal Presidente della Repubblica, il cui numero non potrà in alcun caso essere superiore a cinque. Ridotto, infine, anche il numero minimo di senatori per ogni Regione o Provincia autonoma, che da 7 passerà a 3, ad eccezione del Molise e della Valle d’Aosta che, come è previsto nella legge attuale, avranno rispettivamente due e un eletto in Senato.
Le reazioni
Conte: passo storico per riformare le istituzioni. “Approvato dal Parlamento il ddl costituzionale per ridurre il numero dei parlamentari. Una riforma che incide sui costi della politica e rende più efficiente il funzionamento delle Camere. Un passo concreto per riformare le nostre Istituzioni. Per l’Italia è una giornata storica” scrive su Twitter il presidente del Consiglio.
Di Maio: la centralità del Parlamento non si discute. “Nessuno qui discute la centralità del Parlamento, bensì la logica: siamo un Paese con 60 milioni di abitanti e avevamo circa 1000 parlamentari, gli Stati Uniti con circa 300 milioni di cittadini hanno 535 parlamentari. E’ logica, non è andare contro le istituzioni”. Così Luigi Di Maio, capo politico M5S, ai giornalisti davanti alla Camera dopo il varo della riforma. “E’ stato un piccolo passo per la politica, ma un grande salto per il Paese e per i cittadini”, ha aggiunto. “Non credo che ci sia un taglio alla democrazia – ha risposto Di Maio a una domanda -. In Italia ci sono circa 130 entità decisionali, 8 mila comuni. Non c’è un problema di democrazia”.
Giacchetti: “Voto sì, ma organizzo il referendum”. “Io voto questa legge perché sono nella maggioranza e sono leale”. Così Roberto Giachetti, di Italia Viva, ma “Si fa questa riforma per offrire scalpo a istinti peggiori dell’elettorato”. “Un tributo – sottolinea – alla fabbrica dell’antipolitica, con questa legge si allargherà il divario della rappresentanza”. “Ma la mia lealtà finisce qui, immediatamente sarò al lavoro per raccogliere le firme – annuncia – per chiedere un referendum per dire no a questa riforma”.
+Europa: “Costituzione mutilata”. “Oggi si mutilano gli equilibri della Costituzione. Le promesse sulle riforme che dovranno accompagnarla sono scritte sulla sabbia, è uno scempio. Avremo un Senato di 200 persone che diventerà un monocolore leghista. Questa non è una riforma ma una ghigliottina, e siamo a testimoniare di non aver cambiato idea, mentre il problema è il Pd, che ha detto cose terribili e condivisibili su questo provvedimento, per poi cambiare senza fare una piega”.
Sgarbi: “Parlamento stuprato”. “Per tenere in piedi un governo illegittimo, si concede a una banda di parlamentari di fare uno stupro di questo Parlamento, come quello fatto dal figlio di Grillo”. Così Vittorio Sgarbi, del gruppo Misto, parlando in Aula, durante le dichiarazioni in vista del voto sul taglio dei parlamentari. “Voi – dice rivolto al M5s – ricattate il Pd, Fratelli d’Italia e Forza Italia. Ipocriti, falsi e bugiardi”. “Qui celebriamo un funerale, come quando si è votato contro l’immunità parlamentare. E’ il momento di più alta tristezza di questo parlamento, non c’è categoria che decide di ridurre la sua rappresentanza. Intere regioni saranno senza rappresentanza”, avverte Sgarbi. “E’ un voto di scambio senza precedenti”, dice Sgarbi che poi paragona il voto di oggi al “potere e all’intimidazione che esercitò solo Mussolini”.
Clemente: “Vittoria della casta”. “Il taglio del numero dei parlamentari è pura propaganda, in Italia ci sarà meno democrazia e a vincere saranno quei partiti che, con la scusa di risparmiare sui conti pubblici, daranno vita a una piccola e potente casta pronta a imporre i suoi diktat al popolo”. Lo afferma Alessandra Clemente, assessore ai Giovani e al Patrimonio del Comune di Napoli. “Avere 345 parlamentari in meno non garantisce più equilibrio e certezza nella vita democratica del Paese – aggiunge – ma mette in pericolo la libertà dei cittadini. Nessuna vera economia sui conti pubblici e neanche sulle spese per il funzionamento di Camera e Senato, visto che il costo della politica arriva soprattutto dagli staff piuttosto che dai parlamentari”.
E voi cosa ne pensate miei cari lettori? Fatecelo sapere lasciando un commento.

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