Statua della Libertà ed Ellis Island: Storie Italiane Alla scoperta di uno dei monumenti più importanti e conosciuti al mondo e della storia di tanti emigrati italiani che sbarcavano in America in cerca di fortuna. Pensate che il porto di Ellis Island ha accolto più di 12 milioni di aspiranti cittadini statunitensi. Curiosità, video e tanto altro su due simboli che appartengono alla nostra storia.

0

Tutti voi miei cari amici siete a conoscenza del rapporto lavorativo ma anche del mio grande amore e passione nei confronti dell’America. Ogni anno mi reco negli States per presentare degli eventi e per recarmi nella sede di Radio ICN New York di cui sono inviato su Roma. Tanti di voi sono affascinati e amano la città di New York ma purtroppo non tutti hanno la possibilità di poterla visitare ed è per questo che in uno dei miei tanti viaggi ho deciso di creare un reportage sulle tantissime attrazioni da poter ammirare. Non solo, ho anche pensato fosse utile darvi alcuni consigli nel caso decidiate di coronare il vostro sogno e di visitare la grande mela come ad esempio: quali documenti occorrono, dove conviene alloggiare, come raggiungere il centro della città dall’aeroporto e tanto altro. Quando collaboravo con Radio Fregene realizzai due puntate sul mio viaggio negli U.S.A. Nella prima puntata affrontai il tema su quali documenti occorressero per andare in America, e feci un reportage sulle seguenti attrazioni: 1) Ponte di Brooklyn; 2) Wall Street; 3) Chinatown&Little Italy; 4) Skyline New York; 5) Palazzo delle M&M’s; 6) One World Trade Center; 7) Times Square; Per vedere la puntata completa cliccate qui. Nella seconda puntata invece, mi divertii proponendo delle interviste pazze, luoghi dove mangiare, e feci un reportage sulle seguenti attrazioni: 1) Flatiron Building; 2) Empire State Building; 3) Cattedrale di San Patrizio; 4) Quanto costa un hot-dog a NY; 5) Il vero ristorante Luigi’s a New York; 6) Rockefeller Center; 7) Central Park&John Lennon; 8) Il successo non mi ha cambiato; 9) Festeggiamenti per il Columbus Day; 10) Statua della Libertà ed Ellis Island; 11) dove vi erano le Torri Gemelle 11 settembre 2001 per non dimenticare. Per vedere la puntata completa cliccate qui. Il tempo purtroppo ahimè, è tiranno e capisco che non tutti possano avere la possibilità di vedere quasi un’ora di trasmissione ragion per cui, ho deciso di dividere in singoli video le varie attrazioni del mio reportage. Per vedere le singole attrazioni basta recarvi su YouTube e scrivere Nome Attrazione-Italianmadhouse. Esempio: Ponte di Brooklin-ItalianMadHouse oppure cliccate sul nome delle singole attrazioni alla fine dell’articolo. Questa volta voglio parlarvi del simbolo americano per eccellenza: La Statua della Libertà (Statue of Liberty), inaugurata nel 1886 che rappresenta uno dei monumenti più importanti e conosciuti al mondo. Situata all’entrata del porto sul fiume Hudson al centro della baia di Manhattan, sulla rocciosa Liberty Island, il nome dell’opera è La Libertà che illumina il mondo (Liberty Enlightening the World in inglese, La Liberté éclairant le monde in francese). Fu realizzata dal francese Frédéric Auguste Bartholdi, con la collaborazione di Gustave Eiffel, che ne progettò gli interni; la statua è costituita da una struttura reticolare interna in acciaio e all’esterno rivestita da 300 fogli di rame sagomati e rivettati insieme, poggia su un basamento granitico grigio-rosa. Con i suoi 93 metri d’altezza (incluso il basamento), che dominano l’intera baia di Manhattan a New York, essa risulta perfettamente visibile fino a 40 chilometri di distanza. Raffigura una donna che indossa una lunga toga e sorregge fieramente nella mano destra una fiaccola (simbolo del fuoco eterno della libertà), mentre nell’altra tiene una tavola recante la data del giorno dell’Indipendenza americana (il 4 luglio 1776); ai piedi vi sono delle catene spezzate (simbolo della liberazione dal potere del sovrano dispotico) e in testa vi è una corona, le cui sette punte rappresentano i sette mari e i sette continenti. La statua rappresenta la dea Ragione, la cui torcia simboleggia il sapere massonico. Strettamente legata alla Statua della Libertà vi è Ellis Island, un isolotto parzialmente artificiale alla foce del fiume Hudson nella baia di New York che è stato il principale punto d’ingresso per gli immigrati che sbarcavano negli Stati Uniti. Attualmente l’edificio ospita l’Ellis Island Immigration Museum che è visitabile utilizzando il medesimo biglietto e traghetto che consente l’accesso anche alla vicina Statua della Libertà. Il porto di Ellis Island ha accolto più di 12 milioni di aspiranti cittadini statunitensi, che all’arrivo dovevano esibire i documenti di viaggio con le informazioni della nave che li aveva portati a New York. I Medici del Servizio Immigrazione controllavano rapidamente ciascun immigrante, contrassegnando sulla schiena con un gesso, quelli che dovevano essere sottoposti ad un ulteriore esame per accertarne le condizioni di salute (ad esempio: PG per donna incinta, K per ernia e X per problemi mentali). Chi superava questo primo esame, veniva poi accompagnato nella Sala dei Registri, dove erano attesi da ispettori che registravano nome, luogo di nascita, stato civile, luogo di destinazione, disponibilità di denaro, riferimenti a conoscenti già presenti nel paese, professione e precedenti penali. Ricevevano alla fine il permesso di sbarcare e venivano accompagnati al molo del traghetto per Manhattan. I “marchiati” venivano inviati in un’altra stanza per controlli più approfonditi. Secondo il vademecum destinato ai nuovi venuti, “i vecchi, i deformi, i ciechi, i sordi e tutti coloro che soffrono di malattie contagiose, aberrazioni mentali e qualsiasi altra infermità sono inesorabilmente esclusi dal suolo americano”. Tuttavia risulta che solo il due percento degli immigranti siano stati respinti. Per i ritenuti non idonei, c’era l’immediato reimbarco sulla stessa nave che li aveva portati negli Stati Uniti, la quale, in base alla legislazione americana, aveva l’obbligo di riportarli al porto di provenienza. Il picco più alto si ebbe nel 1907 con 1.004.756 persone approdate. Dal 1917, modifiche alle norme d’ingresso limitarono i flussi immigratori. Venne introdotto il test dell’alfabetismo e dal 1924 vennero approvate le quote d’ingresso: 17.000 dall’Irlanda, 7.500 dal Regno Unito, 7.400 dall’Italia e 2.700 dalla Russia. La Depressione del 1929 ridusse ulteriormente il numero degli immigrati, dai 241.700 del 1930 ai 97.000 del 1931 e 35.000 nel 1932. Contemporaneamente Ellis Island diventò anche un centro di detenzione per i rimpatri forzati: dissidenti politici, anarchici, senza denaro e senza lavoro vennero obbligati a tornare al loro paese d’origine. Gli espulsi a forza dagli Stati Uniti furono 62.000 nel 1931, 103.000 l’anno successivo e 127.000 nel 1933. Durante la seconda guerra mondiale vi furono detenuti cittadini giapponesi, italiani e tedeschi e il 12 novembre 1954 il Servizio Immigrazione chiuse definitivamente, spostando i propri uffici a Manhattan. Dopo una parziale ristrutturazione negli anni ottanta, dal 1990 ospita il Museo dell’Immigrazione. Se avete domande o curiosità, basta semplicemente scrivere un commento e vi risponderò quanto prima. Se il video vi è piaciuto condividetelo con i vostri amici e mi raccomando, iscrivetevi al canale.

Di questa bellissima esperienza ho realizzato altri reportage. Per vederli, basta semplicemente cliccare sulla singola attrazione:
Ponte di Brooklyn;
11 settembre 2001-Quando il mondo cambiò per sempre;
Skyline New York;
Chinatown&Little Italy;
One World Trade Center;
Times Square;
Flatiron Building;
Empire State Building;
Cattedrale di San Patrizio;
Quanto costa un hot-dog a NY;
Il vero ristorante Luigi’s a New York;
Rockefeller Center;
Central Park&John Lennon;
Il successo non mi ha cambiato;
Palazzo M&M’S World Store New York;
Columbus Day Parade New York 2017.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here