Seconda serata Sanremo 2023, Mengoni è in testa. L’attacco di Fedez a Salvini, il monologo sulle carceri di Francesca Fagnani, il trio delle meraviglie.

Il racconto della seconda serata e la classifica provvisoria

Sono i fiori e, in modo particolare, le rose rosse a dare il là alla seconda serata del Festival di Sanremo. A ventiquattro ore dall’esplosione distruttiva di Blanco, che ha letteralmente messo a soqquadro la scenografia durante la sua performance per via di un problema tecnico ai suoi auricolari, Sanremo decide di ripartire da qui: da Gianni Morandi armato di scopa che scende la scalinata spiegando che, dopo la serata di martedì, è il caso di essere pronti a tutto «per qualsiasi evenienza» e dal ricordo commosso di Nilla Pizzi e della sua Grazie dei fiori, la canzone ad aver vinto la primissima edizione del Festival nel 1951, esattamente 72 anni fa.

Il trio delle meraviglie

Il momento in cui la serata entra nel vivo è, però, un altro: quello in cui Gianni Morandi, Massimo Ranieri e Al Bano si riuniscono per la prima volta a Sanremo dando vita a una performance incredibile, capace di unire le generazioni di ieri e quelle di oggi sotto l’ombra di alcune delle canzoni più belle e di successo di sempre. Da Rose rosse a Uno su mille passando per Felicità, i tre Avengers della musica italiana incantano la platea ricordandoci quanto è bello stringersi intorno ai brani insieme ai quali siamo cresciuti e che sappiamo sopravvivranno a tutto: alle catastrofi, alle apocalissi tanto care ai kolossal hollywoodiani e persino alle nuove leve che si affacciano sul mercato a suon di stream. Il classico, dopotutto, non muore mai, ed è bellissimo che Sanremo ce lo ricordi con questo entusiasmo. A splendere insieme agli ultimi 14 Big in gara, alcuni emozionatissimi come Giorgia e gli Articolo 31, che al termine dell’esibizione si sono lasciati andare a un tenero pianto liberatorio, è anche la co-conduttrice designata per la serata: si tratta di Francesca Fagnani, giornalista nonché conduttrice di Belve – a proposito, torna il 21 febbraio in prima serata su Rai2 – che a Sanremo brilla per eleganza e sagacia. Avvolta da degli arditi e bellissimi abiti firmati Armani Privè, Fagnani fa la sua figura sia per il piglio con il quale si interfaccia con Amadeus e Gianni Morandi e sia per la sua capacità di stare sul palco nonostante sia particolarmente timida. Il suo monologo, non a caso, si tiene alla larga dalla retorica concentrandosi sulle parole dei ragazzi detenuti all’interno del carcere di Nisida, con un invito affinché lo Stato faccia di più per loro. Sappiamo, infatti, che Sanremo, oltre a musica e canzonette, è anche la platea privilegiata per lanciare messaggi politici e sociali di straordinaria rilevanza, ed è anche per questo che le parole di Pegah Ferydoni, attrice iraniana naturalizzata tedesca, portavoce dei diritti delle donne dell’Iran, private nel loro Paese della vera libertà, vengono accolte con attenzione e interesse. Insieme a Drusilla Foer, di nuovo a Sanremo a un anno dall’exploit del 2022, il monito di Ferydoni è solo uno: Libertà e giustizia. Due messaggi cruciali che è il caso che una manifestazione di portata internazionale come il Festival porti ovunque, valicando i limiti territoriali in virtù di un obiettivo più grande.

L’attacco di Fedez a Salvini il monologo sulle carceri di Francesca Fagnani il racconto…

Un messaggio, a suo modo, portato dal palco di Costa Crociere anche da Fedez, che spiega al pubblico e ad Amadeus di prendersi tutta la responsabilità per aver scritto e cantato un freestyle che, tra gli altri, prende di mira l’onorevole Salvini ma anche il Codacons, evidenziando la libertà di espressione che una manifestazione come Sanremo dovrebbe garantire. A usufruirne è anche il comico Angelo Duro, considerato dallo stesso direttore artistico talmente scorretto da consigliare ai più suscettibili di spegnere la televisione per non travolgerlo dalle polemiche la mattina dopo. Il problema è che il monologo di Duro è risultato a molti privo di ironia oltre che neanche troppo velamente sessista ma, come aveva ribadito anche Roberto Benigni citando l’Articolo 21 della Costituzione Italiana, la libertà di espressione deve essere garantita fino a prova contraria, ed è esattamente quello che Sanremo continua a fare. La classifica provvisoria delle prime due serate, infatti, è stilata seguendo l’insindacabile giudizio della Sala Stampa, che ha scelto di mettere sul podio Marco Mengoni, Colapesce Dimartino e Madame.

La classifica provvisoria
Siamo, però, ancora all’inizio, ed è chiaro che tutto possa accadere, specie perché a entrare in gioco dalla terza serata di giovedì 9 febbraio saranno dapprima la Giuria Demoscopica e poi il Televoto. Per il resto, sembra che il quarto Sanremo di Amadeus abbia imboccato la strada giusta, riuscendo a dosare molto bene i momenti di spettacolo puro e quelli più impegnati, un’impresa tutt’altro che facile, soprattutto oggigiorno.
Ecco la classifica provvisoria della prime due serate del Festival di Sanremo 2023:
1. Marco Mengoni (Due vite)
2. Colapesce Dimartino (Splash)
3. Madame (Il bene nel male)
4. Tananai (Tango)
5. Elodie (Due)
6. Coma_Cose (L’addio)
7. Lazza (Cenere)
8. Giorgia (Parole dette male)
9. Rosa Chemical (Made in Italy)
10. Ultimo (Alba)
11. Leo Gassmann (Terzo cuore)
12. Mara Sattei (Duemila minuti)
13. Colla Zio (Non mi va)
14. Paola e Chiara (Furore)
15. Cugini di Campagna (Lettera 22)
16. Levante (Vivo)
17. Mr. Rain (Supereroi)
18. Articolo 31 (Un bel viaggio)
19. Gianluca Grignani (Quando ti manca il fiato)
20. Ariete (Mare di guai)
21. Modà (Lasciami)
22. gIANMARIA (Mostro)
23. Olly (Polvere)
24. LDA (Se poi domani)
25. Will (Stupido)
26. Anna Oxa (Sali)
27. Shari (Egoista)
28. Sethu (Cause perse)

Cesare Deserto
Cesare Deserto
Giornalista e conduttore radiofonico. Direttore editoriale della testata giornalistica online ItalianMadHouse.com creato dalla Federazione degli italo-americani del New Jersey per pubblicizzare gli eventi e notizie che accadono in Italia. Collaborazioni con Rai International, ICN New York, Axel24 Tenerife.

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