Pino Daniele: 64 anni fa nasceva il poeta di “Napule è” Nel 1955 a Napoli nasceva uno dei musicisti più innovativi del panorama musicale italiano degli anni '70 e '80.

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19 marzo 1955, in un sottoscala di “Vico foglie a Santa Chiara” a Napoli nasce Giuseppe Daniele. E’ il primo di sei figli e per problemi economici dei suoi genitori vivrà con le sue due zie Lia e Bianca. Nel 1975 iniziò l’attività di sessionman, suonando nell’album che Mario Musella registrò per la King di Aurelio Fierro e nell’anno seguente apparve per la prima volta come chitarrista nell’album Suspiro che Jenny Sorrenti, sorella del più famoso Alan, stava realizzando per la EMI. Nello stesso periodo partecipò alla registrazione dell’album Le due facce di Gianni Nazzaro di Gianni Nazzaro (cantando anche i cori nella canzone Me ne vado)[ e accompagnò in tour Bobby Solo. Oltre ad essere l’anno delle prime esperienze professionali come musicista, il 1976 fu anche l’anno di un importante evento per la vita e la maturazione artistica di Daniele. Il giovane chitarrista entrò a far parte come bassista dei Napoli Centrale, ensemble partenopeo di primissimo piano in cui il musicista venne a contatto con diversi strumentisti fra i quali spicca il nome di James Senese. Nel 1977 esordisce con il primo album: “Terra mia”, pubblicato dalla EMI. Il disco sarà l’inizio di un percorso musicale straordinario, con la voglia di uscire allo scoperto, di protestare, di rivendicare, il tutto in una fusione di rock, blues e jazz che Pino ha ormai nelle vene. Pur essendo il suo primo lavoro, l’album contiene numerosi brani che negli anni successivi assursero ad un ruolo iconico, caratterizzando fortemente l’identità dell’artista. Tra quelli maggiormente noti vanno certamente ricordati Terra mia, Suonno d’ajere, ‘Na tazzulella ‘e cafè, e soprattutto Napule è, composta a soli diciotto anni come dichiarò lui stesso nel 2009 al Festival di Sanremo e che nel tempo sarebbe stata un vero manifesto per l’autore e per l’intera città: «Avevo 18 anni quando l’ho scritta e molti mi dicono che è come se l’avessi scritta oggi». È vero, nei versi dedicati alla sua città, Pino esprime tutte le sue contraddizioni: «Napule è ’a voce de’ criature che saglie chianu chianu e tu sai ca nun si sulo», ma anche «Napule è ’na carta sporca. E nisciuno se ne importa ». E’ grazie a questa canzone, ancora oggi così attuale, che appare per la prima volta in televisione nell’estate 1977 mentre interpreta Napule è accompagnato dall’orchestra dell’Auditorium Rai di Napoli diretta da Pino Presti. La canzone ‘Na tazzulella ‘e cafè invece, divenne ben presto una delle sue prime canzoni lanciate in radio grazie a Renzo Arbore, all’epoca conduttore radiofonico della trasmissione Alto gradimento. Dopo due anni pubblica l’album omonimo: “Pino Daniele”, che contiene “Je sò pazzo”, pezzo con il quale partecipa al festivalbar. L’anno dopo, nel 1980 Pino Daniele si avvia verso la consacrazione di pubblico e critica, pubblicando “Nero a metà” seguito nell’ ’81 da “Vai mò”. I due album che si potrebbero indicare come i migliori, non solo suoi, ma di tutto quel movimento di protesta musicale dell’epoca, di cui ormai lui era un caposaldo. Napoli pullula di artisti come Pino in quegli anni, con nomi quali: “James Senese”, “Tony Esposito”, “Rosario Jermano”. Tutta gente con cui lui aveva condiviso anche l’esperienza di “Napoli centrale”, un gruppo capeggiato da “James Senese con il quale Pino stringerà una forte amicizia e collaborazione, (nonostante la divisione del gruppo) e dal quale imparerà un pò di quella fusione musicale,fatta di America, Africa e mediterraneo. James, parteciperà con il suo magico sassofono a “Nero a metà” e “Vai mò”. Dal 1982 sono solo successi e riconoscimenti importanti: Partecipa al festival di “Montreaux”, fa un concerto a Parigi, un altro in Canada, incontra “Ritchie Evans” partecipando a un suo album:”Common ground”, contenente “Gay cavalier”. Nel 1984 incide un album live. “Sciò”, che è il sunto di tutte queste esperienze e registrazioni europee e mondiali. Sempre dalle esperienze francesi nasce nel 1987: “Bonne soireè”. Nello stesso anno Pino scrive le musiche per il film di “Massimo Troisi”: “Le vie del signore sono finite”, contenente “Qualcosa arriverà”, con la conseguente pubblicazione dell’album. Nel 1980 Pino Daniele aveva già scritto le musiche per il primo film di Troisi:”Ricomincio da tre”. Nell’ ’89 pubblica “Mascalzone latino” con “Anna verrà” dedicata ad Anna Magnani. Nello stesso periodo purtroppo Pino ha un infarto, con conseguente operazione. Ne subisce un contraccolpo rimanendo inattivo per qualche tempo. Fra i molti amici che gli sono vicino ci sono:”Massimo Troisi” e “Massimo Ranieri”. A poco a poco ritorna la voglia di scrivere, cosi Massimo Troisi gli propone di scrivere la colonna sonora per il suo nuovo film: “Pensavo fosse amore invece era un calesse”, Lui accetta e pubblica dopo “Sotto ‘o sole” contenente “Quando”. Nel 1991 esce “Un uomo in blues”, seguito nel ’92 da: “Che Dio ti benedica” al quale partecipa “Chick Corea”. Dopo tre anni scrive: “Non calpestare i fiori nel deserto” al quale prendono parte: “Irene Grandi” e “Jovanotti”. Nel 1997 pubblica: “Dimmi cosa succede sulla terra” con la collaborazione di “Giorgia”, “Noà” ed “Almamegretta”. Il suo è uno stile ormai molto diverso da quello degli esordi, più tenue ed arabeggiante. Anche la sua voce è cambiata, diventando più chiara, e non si saprà mai se lui in: “Alleria” già presagiva questo mutamento dicendo: “Passa ‘o tiempo e che fà, se la mia voce cambierà..”. Nel 1998 c’è: “Yes i know my way” al quale partecipa “Jim Kerr” dei Simple minds. Nel ’99 pubblica “Come un gelato all’equatore”, ed ormai il suo tema principale è l’amore! l’amore per la sua nuova compagna, che gli darà un’altra figlia: Sara, alla quale dedicherà una canzone nell’ album del 2001: “Medina”. Protagonista del testo è il sorriso della figlia, che viene invocato varie volte nel ritornello: in un mondo arrogante, pieno di futilità, di cose inutili da fare e da dire, l’unica cosa davvero essenziale e illuminante è il sorriso di Sara, che compare in the middle of the night, nel bel mezzo della notte, ad illuminare come una stella nel cielo la vita del padre. Il sorriso di Sara è l’obiettivo di vita del papà: vive per far in modo che quel sorriso rimanga sempre stampato sul viso della figlia. In questa lettera dedicata alla figlia, Pino Daniele le dice di guardare il cielo e di puntare in alto. Sara è ancora giovane, deve ancora imparare tanto dalla vita, deve crescere: tante sono le raccomandazioni che un padre potrebbe rivolgerle, ma quella che il cantautore sceglie è di inseguire i propri sogni, di non accontentarsi, ma di lottare per essere felice. È quasi una preghiera: ti prego, fa che quel sorriso non scompaia mai dal volto di Sara. L’ultima esibizione di Pino Daniele è stata Il 31 dicembre 2014 a Courmayeur prendendo parte al programma televisivo L’anno che verrà. La sera del 4 gennaio 2015, il cantante, da tempo sofferente di seri problemi cardiaci, ha un infarto presso la sua casa di Orbetello in Toscana. Giunto all’ospedale Sant’Eugenio di Roma, dopo vani tentativi di rianimazione, non c’è nulla da fare e il decesso viene dichiarato alle 22:45. Grazie per tutto quello che ci hai donato Poeta… le tue canzoni vivranno per sempre e non smetteranno mai di farci emozionare…

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